"Sono tutti terroni"
'Ed è subito Crime' n.1 del 12 settembre 2023
Ciao, questo è il primo numero della mia newsletter 'Ed è subito crime'. Se sei qui è perché in un modo o nell'altro ci conosciamo già, magari ci seguiamo sui social o forse ci siamo incrociati nella vita reale. Se posso però ti chiedo un favore: quando avrai finito di leggere questo numero, se ti sarà piaciuto, condividilo sui social perché così mi aiuterai a crescere. Se invece sei capitato in questa pagina per caso e non sei ancora iscritto, beh, iscriviti, ti prometto una tempesta di cervelli settimanale sul mondo creativo e Crime.
Cosa è ‘Ed è subito Crime’
Era una sera ovattata di inizio gennaio. A Porta Palazzo per strada non c'era quasi più nessuno, ma chi conosce la zona lo sa già che dopo una certa ora tutto diventa più tranquillo. Esco dal portone di casa e comincio a camminare con il mio solito passo lento e stanco. Un urlo, poi un altro e un altro ancora. La voce è stridula, quasi fastidiosa. È un uomo ubriaco che discute con due poliziotti. Così nasce la mezza paginetta che ho scritto e che vi propongo in questo numero. Ed così che ha origine un 'Ed è subito crime'.
'Ed è subito crime' è un concetto, uno stile di vita, un mio modo di vedere il mondo con gli occhi dell'autore di genere. Massimo Tallone, scrittore torinese che a breve con Giorgio Ballario aprirà le porte a Torino di una scuola di noir, in un post sui social di qualche tempo fa sostenne che chi scrive libri noir, gialli, polizieschi debba guardare il mondo e pensare al peggio che possa accadere. “Deve avere confidenza con il disastro”, dice.
Ecco 'Ed è subito crime' è questo, ma mischiando al crimine anche un pizzico di ironia, qualche grammo di realtà e due o tre chicchi di caratterizzazione. Così, quando esco dal portone posso incontrare il personaggio del mio prossimo racconto, finire dritto dritto dentro la scena di un crimine oppure assistere a un fatto che mi servirà da collante tra un omicidio e la soluzione del caso.
Il testo che vi propongo in questo numero è una scena grezza che magari un giorno finirà in un racconto. Chi lo sa. I personaggi fanno parte del mondo di Montelupo, il commissario della mia trilogia. Gattinella è un suo agente fidato che prima di fiondarsi con tutta la squadra dentro un nuovo caso, deve trattare con quel vecchio ubriacone.
Il testo grezzo di oggi
«Son terroni quelli dell'ambulanza, sono tutti terroni», stava urlando un tizio ubriaco fradicio guardando negli occhi il povero Gattinella che - a dire il vero - sentendo quelle parole un po' si sentì offeso. Lui che era orgogliosamente terrone veniva sbeffeggiato da un vecchio ubriacone che a stento stava in piedi.
Il vecchio - che forse non era vecchio ma solamente consumato dalle delusioni della vita - era alto, magro, rugoso, con i capelli grigi e scompigliati, la barba lunga e arruffata, gli occhi cinesi un po' per natura e un po' per eccesso di alcool e con una voce fastidiosamente stridula, sottile: «Non ci vado con l'ambulanza.. quelli dell'ambulanza sono tutti terroni». E poi stringeva forte tra le mani la canna della propria bicicletta.
«L'ambulanza non ti porta via», gli disse Gattinella tenendosi comunque a debita distanza, «L'ambulanza viene qua, controlla che tu stia bene e poi se ne va via», continuò lo 'sbirro' tracciando nell'aria gesti concilianti e rassicuranti. Il vecchio ubriacone però ogni volta che il poliziotto concludeva di parlare riprendeva da capo la sua litania. «Quelli dell'ambulanza sono terroni». «Non ci vado con l'ambulanza». «Mi volete portare via la mia bicicletta».
Sì, perché quello della bicicletta era un altro dei temi scottanti che in quel momento Gattinella doveva affrontare e risolvere: mica poteva fare andare via sulle sue ruote quel vecchio beone. Minimo minimo lo avrebbero messo sotto con la macchina appena avesse svoltato in via Fiocchetto. Tanto più che ormai la giornata volgeva al termine e la notte stava avanzando.
No, di lasciarlo andare non se ne discuteva neppure. Avrebbe dovuto attendere che arrivassero quelli del 118, avrebbe dovuto assistere alla solita tiritera tra soccorritori e soccorso, avrebbe dovuto compilare alcune scartoffie e forse solo dopo tutto ciò avrebbe anche potuto pensare di tornare in commissariato, parcheggiare la pantera e tornarsene a casa.
«Gattiné», lo stava chiamando il suo compagno che in quel momento stava armeggiando con qualcosa dentro la macchina, «guarda che qua ti sta vibrando il telefono».
«E vieni qua, no? Così posso andare a rispondere». L'altro afferrò il telefonino dal sedile del conducente e molto lentamente lo portò al suo compagno, «Guarda che a Porta Palazzo non si lascia il cellulare in vista sul sedile, neppure su una pantera», e si mise a ridere, «era Montelupo».
"Montelupo?", pensò Gattinella prima di richiamare il commissario, "e che diamine può volere a quest'ora". Il telefono fece uno, due, tre squilli e poi dall'altro capo del ricevitore: «Sono in via Verdi, muoviti, abbiamo un'urgenza».
Dove ci possiamo vedere questa settimana
Questa settimana possiamo vederci in due occasioni (non sarà sempre così purtroppo). Il 14 alle 18.30 presenterò 'L'assassino dei pupazzi' presso la Portineria di Comunità di Porta Palazzo che si trova in Piazza della Repubblica all'imbocco con via Milano. Il 17 settembre sarò invece a Grugliasco al Festival Espressioni Letterarie presso La Nave (parco culturale 'Le Serre') in via Lanza 31 dalle ore 17. Vi aspetto.
Alcuni link utili (spero):
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